Il 1° maggio, un post sui canali ufficiali firmato dal co-fondatore Phil Knight ha dato il via alle celebrazioni per i 50 anni di Nike, uno dei brand più iconici del mondo, un marchio che non necessità di troppe presentazioni.
La lettera di Knight ricorda una data fondamentale nella storia di Nike, ovvero quel 1° maggio 1972 in cui terminò il contratto che legava la Blue Ribbon Sport (l’azienda originaria fondata da Knight e Bill Bowerman) alla Onitsuka Co., il marchio giapponese che qualche anno più tardi sarebbe diventato noto nel mondo con il nome di Asics.
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Da quel maggio ’72, usando le stesse parole di Knight, la sua azienda era rimasta sola. Delusa e preoccupata – certo – ma anche felice di vivere “il momento che stavamo aspettando. Il nostro momento”.
Quello che sarebbe stato ottenuto, fosse successo o fallimento, sarebbe stato “alle nostre condizioni, con le nostre idee, con il nostro brand”. Era nata la Nike, il resto – come si dice in questi casi – è storia.
I 50 anni di Nike e l’evoluzione del logo
Ma, dal nostro punto di vista, è interessante uno sguardo a quella che è stata l’evoluzione del logo Nike (uno dei più immediatamente riconoscibili del mondo) in questi 50 anni.
1964-71: Blue Ribbon Sport
Una citazione doverosa va al logo della Blue Ribbon, la società di importazione e vendita delle scarpe giapponesi da cui nacque l’attuale Nike, Inc.

(Image: Wikimedia Commons)
Si trattava di un logo molto semplice: nel 1964 nacque la semplice scritta orizzontale, qualche tempo dopo si aggiunse il monogramma intrecciato BRS, dalle iniziali dell’azienda stessa.
1971: un logo da $ 35
Il passaggio davvero storico è però quello del 1971, quando la studentessa di graphic design Carolyn Davidson disegnò per 35 dollari lo Swoosh, cioè il “baffo” che ancora oggi rende inconfondibili scarpe e prodotti del marchio americano.
L’ispirazione dietro questo design così iconico pare siano state le ali della dea greca della vittoria, Nike appunto.
L’esigenza di Knight e soci era quella di avere uno stripe, come si dice in gergo, da applicare sulle prime scarpe prodotte dal nascente brand, che aveva deciso di affiancare i propri prodotti a quelli Onitsuka. La prima calzatura in assoluto a sfoggiare lo Swoosh fu, curiosamente, uno scarpino da calcio (conosciuto semplicemente come “The Nike”). Pelle nera, Swoosh bianco sui lati della tomaia, suola bianca.

(Image: Nike News)
1971-78: la prima vita dello Swoosh
Nei primi anni di vita di Nike, lo Swoosh è accompagnato dalla scritta nike, in logotipo minuscolo serif e sovrapposta allo stripe stesso. Secondo le raccomandazione della designer stessa, era la scritta a dover essere parallela ai bordi delle etichette che la ospitavano. In questa fase lo Swoosh, prodotti a parte, è perlopiù limitato al solo contorno e vuoto all’interno.

(Image: Wikimedia Commons)
Questo utilizzo resiste fino al 1978. A livello di identità aziendale, il logo è declinato nelle palette del bianco e del rosso, mentre sui prodotti si adatta alle diverse esigenze.
1978-85: Nike Futura
Primo restyling per Nike. Piccoli aggiustamenti allo Swoosh, ormai pieno in pianta stabile. Il logotipo diventa in Futura bold condensed oblique e non più sovrapposto ma è sistemato in alto rispetto al “baffo”. È il logo noto come Nike Futura e tuttora utilizzato su alcune collezioni.
Fra le particolarità, le distanze differenti fra le varie lettere, la particolare inclinazione della K per questioni di leggibilità e la parte inferiore della E “inglobata” dallo Swoosh stesso.

(Image: pixy.org/Creative Commons)
L’evoluzione del logo Nike dagli anni ’80 a oggi
1985-95: il blocco di colore
Una delle forze del logo Nike è quella, nella sua essenzialità, di essere sempre perfettamente adattabile anche alle tendenze del momento. Come accade a metà degli anni ’80, quando viene inglobato, in bianco, all’interno di un riquadro colorato, nero o – spesso – rosso o arancione. Il logotipo viene leggermente allargato.
Tre anni dopo, nel 1988, arriva anche il claim “Just do it”, che definirà negli anni a venire decine e decine di campagne pubblicitarie e ispirazionali del marchio americano.
1995: sparisce la scritta
A meno di 25 anni dai primi schizzi di Carolyn Davidson, Nike è conosciuta ai quattro angoli del mondo. La forza del brand non ha bisogno più di nessun supporto e, così, dal logo ufficiale scompare la scritta maiuscola.

(Image: Nike.com)
A rappresentare Nike resta, proprio come sui suoi prodotti di punta, quel segno così essenziale, dinamico e caratteristico immaginato nel 1971 da una giovane studentessa della Portland State University.
E dire che a Phil Knight, all’inizio, nemmeno piaceva…
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